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Analisi tricologica dei capelli: il mineralogramma

Settembre 11/ adm-in5/Salute del capello

L’analisi tricologica dei capelli è fondamentale per formulare una corretta diagnosi su tutte quelle patologie che sono legate al benessere e alla salute dei capelli. Dopo aver approfondito alcune tipologie di esami che il dermatologo può richiedere per definire al meglio le diagnosi legate ai capelli, come il Pull Test o il Tricogramma analizziamo ora il mineralogramma, un test in laboratorio che, attraverso l’analisi dei capelli, concorre a determinare lo stato di salute del paziente.

Cos’è il mineralogramma?

Il mineralogramma infatti, attraverso il prelievo di un ciuffo di capelli, permette di rilevare la quantità e la qualità dei minerali (sia oligoelementi nutrizionali che metalli tossici) che sono presenti nel capello. L’obiettivo è duplice: da un lato il test permette di rivelare se ci siano carenze di oligoelementi nell’organismo, dall’altro mostra la presenza di sostanze nocive che bloccano ed ostacolano le reazioni enzimatiche delle principali vie metaboliche endocellulari, favorendo l’invecchiamento cellulare patologico e portando a malattie come ipertensione, diabete, malattie cardio-vascolari etc.

Perché viene utilizzato il capello per l’analisi?

Il prelievo di un campione per il mineralogramma è semplice da effettuare e non traumatico per il paziente. Inoltre, i livelli dei minerali all’interno del capello sono maggiori di circa 10 volte rispetto a quelli nel sangue; questo consente di ottenere un risultato molto più accurato. Quest’ultimo può dare indicazioni estremamente utili non solo per stabilire carenze di oligoelementi da integrare attraverso un’alimentazione più bilanciata, ma anche per evidenziare la presenza di una quantità anomala di radicali liberi, la presenza di metalli tossici o un eccessivo deposito di tossine dovuto al fumo di sigaretta.

Attraverso strumenti come il mineralogramma, l’analisi tricologica dei capelli permette quindi di non limitarsi all’esame delle condizioni della chioma, ma di approfondire anche la salute e il benessere del paziente in generale.

FONTI:



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